No, loro non sono Charlie Hebdo e non conoscono la libertà di espressione
– Si è concluso non senza tensioni, tra manifestazioni all’esterno e
‘intrusioni’ non gradite, come il ragazzo di 22 anni portato fuori dalla
sicurezza per una domanda, il tanto contestato convegno ‘Difendere la famiglia per difendere la comunità’
ospitato oggi dalla Regione Lombardia. E si è concluso con una
rivendicazione da parte del governatore Roberto Maroni, che ha
annunciato un Forum nazionale sulla famiglia durante Expo 2015. Sul logo
di Expo usato per presentare l’incontro di oggi, organizzato da
associazioni come Alleanza Cattolica, Tempi e Obiettivo Chaire,
“qualcuno se l’è fatta sotto – ha detto Maroni – per una telefonata
arrivata da Roma”.
Fuori, nel frattempo, è iniziato alle 14 ed è durato tutto il
pomeriggio il presidio organizzato dai Sentinelli di Milano e dai
Giovani democratici per manifestare contro le presunte teorie omofobe del convegno.
Nessuno scontro tra le frange più oltranziste dei pro-gay e le persone
in coda per entrare al convegno, divisi solo dal viale Melchiorre Gioia,
come temevano le forze dell’ordine. Solo qualche battibecco. Secondo
gli organizzatori, in piazza Einaudi sono arrivate 2mila persone.
“Qualcuno – ha detto sempre a riguardo Maroni – ha cercato di
impedire questo convegno con insulti e minacce nei miei confronti ma da
ministro dell’Interno non mi sono mai fatto condizionare, figuratevi se
mi facevo condizionare da quattro pirla”. Per lui, il convegno è
iniziato con un’ovazione dei circa 400 presenti (sono state quasi 350
quelle rimaste fuori ad aspettare di entrare).
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