DRIN DRIN!!!!!
“Prego, mi dica”
“Abbiamo saputo delle sue critiche al progetto di legge regionale per le case popolari, soprattutto per la parte in cui lei si oppone all’assegnazione delle case agli immigrati”
“No, guardi, c’è un malinteso, non sono critico, sono proprio contrario”
“Ah…. Ho capito…….. abbiamo visto che lei propone un numero molto limitato di case per gli immigrati, vero?”
“Si, esatto”
“Ma non si può trovare una via di mezzo, un compromesso?”
“No guardi sig. Azuz, c’è un malinteso. Per me già questo che è un compromesso. Per me gli immigrati non dovrebbero avere case popolari. Le case popolari devono andare solo agli italiani”
“Ma come? Ma questo è un ragionamento razzista!”
“Perché razzista? Se lei decide di diventare cittadino italiano, per me non ci sono problemi. Per lei è un problema diventare cittadino italiano? Perché allora razzista è lei”
“Ma cosa c’entra, la casa è un diritto!”
“Nella mia cultura, che è cultura di Destra, prima dei diritti, vengono i doveri. Lei ha il diritto di avere la casa, ma prima ha il dovere di essere un buon cittadino. Quindi deve prendere la cittadinanza. D ’altronde le case popolari, come gli asili, gli ospedali, mica li ho costruiti io. Li hanno costruiti i miei nonni, i miei genitori e io non ho il diritto di darle in giro così, ma ho il dovere di tramandare questi beni ai miei figli e ai miei nipoti, come li ho ricevuti io”
“Bignami, i suoi ragionamenti sono medievali. Lei è indietro, molto indietro!”
“Io penso di essere avanti, molto avanti. Perché secondo me nel giro di qualche anno in molti la penseranno così. Però guardi, mica gliene faccio una colpa…”
“Una colpa? E di cosa?”
“Del fatto che voi chiedete case, pensioni, diritti… La colpa non è vostra che li chiedete, ma degli italiani come Diliberto, D’Alema, Bertinotti che hanno creato le condizioni perché voi chiediate e pretendiate”
“Ho capito, abbiamo posizioni troppo lontate Bignami. Mi dispiace.”
“A me no. Buona giornata.”
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