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domenica 6 aprile 2014

Ecco perché non voterò il Movimento 5 Stelle alle elezioni europee


- di Daniele Di Luciano -

In vista delle prossime elezioni europee, è opportuno cercare di fare un po’ di chiarezza.
Tanti italiani, finalmente delusi dall’Euro, andranno a votare il Movimento 5 Stelle.
Votare dovrebbe essere una cosa seria e quindi non lo si dovrebbe fare in base alle simpatie che può scatenare un politico, alle antipatie che ne può scatenare un altro o a pregiudizi che si addicono più alle tifoserie che all’elettorato.

Proviamo a eliminare la componente emotiva e chiediamoci: cosa propone il “non partito” di Grillo e Casaleggio per l’Europa? Siamo sicuri che i pentastellati siano contrari alla moneta debito emessa dalla BCE, prima causa della crisi economica?

Leggiamo i sette punti del programma:

1. Referendum per la permanenza nell’euro.

2. Abolizione del Fiscal Compact.

3. Adozione degli Eurobond.

4. Alleanza tra i Paesi mediterranei per una politica comune.

5. Investimenti in innovazione e nuove attività produttive esclusi dal limite del 3% annuo di deficit di bilancio.

6. Finanziamenti per attività agricole e di allevamento finalizzate ai consumi nazionali interni.

7. Abolizione del pareggio di bilancio.

Analizziamo i primi tre punti, che dovrebbero essere i più importanti e che interessano più da vicino la questione centrale della moneta.
Il primo punto è un referendum consultivo (come ci spiega il deputato Sorial in questo video). Ma cos’è un referendum consultivo? Ce lo dice Wikipedia, che cito:
I referendum si possono distinguere in base al tipo di scopo:
consultivi: per sentire il parere popolare circa una determinata questione politica (mera richiesta di parere legalmente non vincolante quanto alla decisione successiva)

Capito? Un referendum del genere non vincola in alcun modo le decisioni che verranno prese dal governo. Ciò significa che se anche la maggioranza degli italiani votasse per la non permanenza nell’Euro, l’Euro potrebbe benissimo continuare ad essere la moneta dell’Italia. Praticamente non serve a nulla. È una specie di sondaggio. Perché mettere un sondaggio inutile al primo punto di un programma per le elezioni europee? Non si capisce.

…O forse sì? Cercando in rete mi sono imbattuto nel blog di Bruno Aprile sulla Democrazia Diretta. In un articolo del marzo 2012, che ovviamente non si riferisce al programma del Movimento 5 Stelle, l’autore scrive, a proposito dei referendum consultivi:
Allo stato attuale, quindi, tale referendum [consultivo] non è solo una presa in giro, ma è totalmente inutile e dispendioso e sarebbe di utilità ai soli rappresentanti eletti per farsi propaganda come hanno sempre fatto con i referendum abrogativi nazionali.

Il secondo punto prevede l’abolizione del Fiscal Compact. Per chi non lo sapesse, il Fiscal Compact è entrato in vigore il primo gennaio 2013. Se anche rappresenta un grosso problema per il futuro, non è certo a causa di questo accordo che l’Italia è in crisi. Ovviamente siamo d’accordo con l’abolizione di questo patto secondo il quale l’Italia dovrebbe sborsare 50 miliardi l’anno fino al 2033, ma ripetiamo che se anche venisse abolito, la crisi economica italiana non migliorerebbe anzi, continuerebbe a peggiorare com’è peggiorata negli ultimi anni in cui il Fiscal Compact non esisteva.

Quindi anche il secondo punto del programma a 5 stelle non è la soluzione di nulla.
Il terzo punto prevede l’adozione degli Eurobond. Cosa sono gli Eurobond? È molto semplice: gli Eurobond sono nuovi debiti. Il sito Movisol, che di economia un po’ se ne intende, ha pubblicato nel 2011 un articolo dal titolo: Perché gli Eurobond sono sbagliati e inutili. Vi leggiamo, tra le altre cose:
Ora crescono le pressioni per adottare un bilancio europeo, attraverso la creazione dei cosiddetti “Eurobonds”. Questo schema, se verrà adottato, significherà un passo gigantesco verso la dittatura e l’iperinflazione.

È interessante che l’articolo risalga all’agosto del 2011, quando il M5S non era ancora “sceso in campo”. Infatti i famigerati Eurobond non sono un’invenzione di Grillo e Ca. ma sono stati proposti, nel tempo, praticamente da tutti gli schieramenti politici. Citiamo un po’ di personaggi che agli elettori dei 5 stelle non dovrebbero piacere molto:
Monti: “Ho ri-insistito, lo avevo fatto tante volte in passato, sull’emissione di Eurobond”
Alfano: “Abbiamo bisogno di una stabilità finanziaria che si fondi sui cosidetti Eurobond”
Bersani: “C’è bisogno dell’emissione di Eurobond per finanziare una parte dei programmi di investimento”
Tremonti: “L’unico modo per investire sul nostro futuro è quello degli Eurobond”
[Tutte le dichiarazioni precedenti le trovate in questo filmato, non me le sono inventate io]
Dunque: perché non voto il Movimento 5 Stelle?

Perché, nonostante Grillo sia simpatico, il primo punto del programma è inutile, il secondo non risolve assolutamente la crisi e il terzo, addirittura, la peggiora.

Dovrei votarlo perché è il meno peggio? Assolutamente no: non mi faccio prendere in giro come quelli che per anni hanno votato Prodi, Bersani, D’Alema, ecc., perché li ritenevano i meno peggio.
Esiste un problema che è l’Euro, la moneta debito emessa dalla BCE.
Esiste una soluzione che è la moneta credito emessa dallo Stato italiano.
Ed esistono tanti partiti che invece della soluzione propongono idiozie inutili e dannose.

Per me sono tutti uguali, non esiste il meno peggio. E dirò di più, caro lettore: fin quando andremo a votare dei partiti che hanno programmi inutili e dannosi come quello del M5S, non lamentiamoci quando la situazione peggiorerà. La colpa è anche nostra che li legittimiamo.


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