sabato 3 ottobre 2015

Il Centro europeo per la prevenzione denuncia: "Boom di gonorrea, colpa dei gay"

La malattia, nota anche come "scolo", cresciuta del 78% dal 2008. L'Inghilterra ha già lanciato l'allarme: "È emergenza"

Claudio Cartaldo
 
Malattie sessuali debellate? Niente di più falso. Sono ancora tantissimi gli uomini e le donne vittime delle malattie sessualmente trasmettibili.


Clamidia, gonorrea e sifilide sono ancora molto diffuse e non ci sono vaccini di sorta che possano fermarle.
L'European Center for Disease Prevention and Control (Ecdc) ha emesso gli ultimi dati (2013) sulle infezioni trasmesse sotto le lenzuola. La sorpresa? Il fatto che ad aumentare la diffusione della malattie è l'aumento dei rapporti gay.

La malattia più diffusa è l’infezione da Chlamydia trachomatis: 146milioni di infezioni ogni anno, 385mila solo in Europa. A far preoccupare gli esperti, però, è l'enorme aumento dei casi di gonorrea, incidenza cresciuta del 78% dal 2008 a oggi. "Il trend, in questo caso, sembra legato all’aumento dei rapporti omosessuali", si legge nel rapporto. E infatti le persone che più di tutte contraggono la malattia sono uomini.

Dopo la gonorrea vengono la sifilide, il linfogranuloma venereo e la sifilide congenita. Che si contrae per via transplancentare. Segno che le donne incinte potrebbero averla contratta senza saperlo. Come accade per altre infezioni.
Ad esempio molti giovani, senza saperlo, sono portatori di Chlamidia che aumenta di 5 volte la possibilità di contrarre Hiv, oltre a produrre infertilità e gravidanza extrauterine. Come scrive la Stampa, anche la gonorrea può essere strasmessa al futuro neonato e provocargli cecità, infiammazioni articolari o sanguigne. Come difendersi? Facile, usare il preservativo o assicurarsi che il proprio partner non sia infetto.

In Gran Bretagna, nel frattempo, l'hanno definita una emergenza. Al Nord, infatti, ci sono state 15 infezioni resistenti ai farmaci. Secondo gli esperti il motivo di un così preoccupante aumento delle infezioni sarebbe dovuto alla grande quantità di appuntamenti al buio. "Oltre a un incontro sessuale, con queste nuove app c’è anche il rischio di contrarre una nuova infezione" afferma alla Stampa Whitney Engeran-Cordova, direttrice dell’ultime campagna voluta dall’Aids Healthcare Foundation.

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