venerdì 6 febbraio 2015

Isis: “Una pioggia di missili sulla Sicilia, apriremo il fuoco dalla Tunisia”

I tagliagole sono alle porte. E l’ultima conferma al sospetto arriva direttamente dall’Isis, messo nero su bianco nell’edizione 2015 di The islamic state, lo stato islamico, un pamphlet propagandistico di 100 pagine scritto in un pessimo inglese. I tagliagoli all’ordine del Califfo al-Baghdadi spiegano il loro progetto: lanciare missili sull’Europa, Italia, Spagna e Malta in primis, territori raggiungibili da lanciatori piazzati in avamposti tunisini. Nel dettaglio, spiegano i folli islamisti, vogliono raggiungere la Sicilia “con una pioggia di missili”.

 La minaccia - “Non appena i persiani saranno sconfitti – spiegano in The islamic state – i mujaheddin di Tunisia e Libia cattureranno gli arsenali dei dittatori, compresi i missili. Ansar al Sharia in Libia e Aquim (acronimo di Al Qaeda nel Magreb islamico, ndr) in Tunisia inizieranno a lanciare i loro missili nel cuore dell’Europa come vendetta per quello che i loro fratelli stanno patendo in Siria. Se studiamo missili con i M75, che hanno un range di 170 chilometri, vediamo che dalla Tunisia possano raggiungere l’Italia, che dista 160 chilometri”. Un addetto ai lavori citato da Il Giorno, però, osserva che “in realtà il testo” dell’Isis è ottimista, poiché “gli M75 citati, missili della famiglia Qassam, hanno infatti un range di 70/80 chilometri (e una testata di soli 20 kg al massimo) e non potremmero mai raggiungere la Sicilia, che, anche partendo da al Huwaria, estrema propaggine della Tunisia, dista 146 km in linea d’aria”.

Il sospetto – Il documento diffuso dall’Is cita poi anche un altro tipo di missili: “La Libia ha nel suo arsenale missili 9k52 Luna M-Frog 7 e missili Scud B, e non c’è dubbio che missili ancora più avanzati sono presenti negli arsenali sauditi e iraniani che lo Stato islamico spera di conquistare”. Si tratta di testate che hanno una gittata rispettivamente di 210 e 300 chilometri e una testata fino a 600 e 985 chili di esplosivo. Questi missili, dunque, potenzialmente potrebbero colpire, e secondo le intelligence almeno due testate sarebbero già in mano dei tagliagole. “Sappiamo che Ansar al Sharia a Bengasi – scrivono i jihadisti – ha catturato missili dell’arsenale di Gheddafi. La Tunisia è accanto alla Libia e Aqim, ha una presenza lì. Quando il confine tra i due paesi sarà raso al suolo potranno scambiarsi missili: i regimi del nordafrica – concludono – saranno tutti distrutti entro il 2020″.

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