mercoledì 8 ottobre 2014

Il marito l’ha convinta a soddisfare le pulsioni sessuali dei jihadisti: «Andrai in Paradiso».




Io, tunisina ventenne diventata jihadista del sesso: «In Siria mi sono unita a 152 uomini in un anno»

 Leone Grotti

Il marito l’ha convinta a soddisfare le pulsioni sessuali dei jihadisti: «Andrai in Paradiso». Per rendere il processo lecito dal punto di vista islamico la donna ha divorziato e si è risposata 152 volte

Andrai in Paradiso». Forte di questa promessa, una ragazza tunisina di 21 anni è stata convinta dal marito a lasciare i corsi alla facoltà di Storia di Manouba e trasferirsi in Siria per diventare una jihadista del sesso. Il partito salafita tunisino recluta da mesi giovani donne che si prostituiscano in modo «lecito» per «soddisfare le pulsioni sessuali dei jihadisti in Siria, ridando loro forza affinché possano vincere il nemico».

SESSO CON 152 UOMINI. La storia della giovane tunisina, che non ha voluto rendere noto il suo nome, è stata raccolta dal settimanale tunisino in lingua araba Al Mijhar. La ragazza ha lasciato il suo paese a giugno 2012, è entrata in Siria attraverso la Turchia e si è unita in un anno a 152 u0mini diversi. Per rendere il processo “halal”, lecito dal punto di vista islamico, la donna ha divorziato dal marito e si è unita inizialmente a uno dei leader della fazione legata ad Al Qaeda Jabhat Al Nusra. Dopo una settimana ha divorziato dal leader, per sposare un altro uomo, e così per 152 volte.

CINQUE SPOSI A SETTIMANA. Ogni settimana la donna «aveva diritto a cinque nuovi sposi», i matrimoni duravano poche ore, giusto il tempo di soddisfare i desideri sessuali dei jihadisti. Secondo quanto dichiarato dalla giovane, non poteva rifiutarsi di avere rapporti se non quando entrava nel periodo delle mestruazioni. Oltre ai suoi compiti sessuali, afferma, «nel resto del tempo mi occupavo della gestione delle casa». A causa dei tanti rapporti con uomini diversi in condizioni igieniche precarie, la donna afferma di essersi presa diverse malattie dermatologiche. Alcune sue compagne hanno contratto anche l’Aids.

UCCISO IL PRIMO MARITO. La ragazza ha fatto ritorno in Tunisia lo scorso agosto, incinta di sei mesi e senza il suo primo marito. Secondo quanto dichiarato al settimanale tunisino, infatti, lui è stato giustiziato in Siria dagli stessi membri di Al Nusra per essersi opposto all’autorità dell’emiro.

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