venerdì 10 ottobre 2014

GENOVA. SAI DOV’ERA IL SINDACO IERI SERA MENTRE LA CITTA’ AFFONDAVA? LEGGI E CAPIRAI PERCHE’ SI E’ AFFRETTATO A “SCARICARE IL BARILE” DELLA RESPONSABILITA’, COME SEMPRE



GENOVA: IL SINDACO DELLA VERGOGNA: SCARICA IL BARILE DELLA RESPONSABILITA’ SULLA REGIONE, POI SI COPRE CHE IERI SERA, MENTRE LA CITTA’ ERA GIA’ , COME SI DICE IN LIGURIA, “A BAGNO”, LUI ERA TRANQUILLAMENTE E SERENAMENTE A TEATRO, DA VERO MARCHESE ROSSO QUAL’E’.

E COMUNQUE E’ DA IERI MATTINA CHE SUI SOCIAL SI LEGGONO COMMENTI ALLARMATI DEI GENOVESI SUL RISCHIO ESONDAZIONI. OVVIO CHE IL SINDACO MARCHESE, DAL SUO EREMO DORATO, POSSA NON ESSERSENE ACCORTO. RIMANE IL FATTO CHE I GENOVESI AVREBBERO POTUTO FARSI UN POCHINO PIU’ FURBI QUANDO ELESSERO UN DEMENTE DEL GENERE…
Mancata allerta

Investito dalle polemiche, il sindaco Marco Doria, che giovedì si trovava al Teatro Carlo Felice per l’inaugurazione della stagione lirica, precisa: «Non ci avevano avvertito». E aggiunge «Noi ci muoviamo sulla base delle previsioni dell’Arpal, che non ci davano nessun picco di allerta. Quel che l’amministrazione può fare è chiudere le scuole». La prima segnalazione, secondo il primo cittadino, è arrivata alle «21.25, in via Adamoli». «Dopo le 22 le segnalazioni erano insistenti e abbiamo capito che dovevamo intervenire. Alle 23.02 sui social media della Protezione Civile abbiamo mandato i primi messaggi per massima attenzione nella valle del Bisagno. Poco dopo mezzanotte abbiamo deciso di chiudere scuole e mercati». Intanto sui social c’è già chi accusa l’amministrazione di non avere fatto abbastanza per risolvere lo stato di abbandono e incuria in cui versano i letti dei torrenti. Ma l’Arpal risponde con una nota: «Non è il momento di alimentare le polemiche».

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