domenica 27 aprile 2014

Scoperto centro di servizio per criminali stranieri di ogni genere, bengalesi arrestati


falsi 

27 apr – Era il call center dei criminali. Bastava pagare dai venti ai trenta euro e il proprio telefono era “pulito”, in grado di sfuggire alle intercettazioni. Oppure, sborsando una banconota da cinquanta, gli stranieri senza una residenza potevano comprare un documento da alterare, metterci l’indirizzo fasullo e rifarsi una “verginità” da straniero perbene.

Lo hanno scovato i carabinieri della Stazione Casal Bertone nel rione Esquilino, in via Principe Amedeo, arrestando il titolare e un lavorante, entrambi bengalesi, rispettivamente di 28 e 26 anni, già noti per introduzione nel territorio italiano di materiale contraffatto. Sono accusati del reato di ricettazione. All’interno, in una stanza alle spalle del bancone, sono stati trovati quattro documenti intestati a stranieri che ne avevano denunciato il furto ma ora erano in uso a extracomunitari, denunciati anche loro.

Il carico importante, invece, era in uno zaino, dove i militari hanno scoperto 334 sim telefoniche. Un tesoretto. Anche queste sono risultate attivate da altre persone, però si sono rivelate inesistenti, praticamente inventate, dei fantasmi, con le quali sono state attivate utenze telefoniche da parte di un gestore straniero, europeo, operazione possibile nei normali negozi di telefonia e anche nei call center autorizzati. Come quello all’Esquilino.

Per i delinquenti l’attività commerciale nel rione era un buon punto di rifornimento. Vi potevano trovare schede assai utili durante le scorribande. Consentivano loro di sfuggire a ogni controllo delle forze dell’ordine. Evitavano di essere intercettati, perché prima dell’accertamento gli investigatori dovrebbero conoscere il nome della persona alla quale è intestata l’utenza telefonica. I carabinieri pensano che la scoperta possa dare i suoi frutti investigativi. Non sarà facile, la strada è tutta in salita. Ma i militari della Compagnia Piazza Dante ritengono che incrociando i dati di cui adesso sono entrati in possesso con quelli emersi da altre attività d’indagine, su rapine e altri crimini, possano arrivare a definire meglio i presunti responsabili dei delitti. Pagando dai venti ai trenta euro a pezzo, i malviventi potevano andare a rifornirsi di schede telefoniche “pulite”, appartenenti ad altre persone, poi montate sui propri cellulari da usare durante i colpi.

Il call center era una miniera anche in un altro senso. Si potevano acquistare documenti d’identità autentici. Le carte erano intestate ad altre persone che ne avevano denunciato lo smarrimento o il furto. Ma per il mercato illegale la merce era ugualmente oro. I nomi vengono alterati, la foto cambiata e l’extracomunitario che è un senza fissa dimora durante un controllo delle forze dell’ordine può magicamente esibire il documento che certifica altre informazioni, tutte false. Praticamente un centro di servizio per i criminali di ogni genere che hanno bisogno di false identità e di poter agire come persone insospettabili. L’Esquilino è a due passi dalla stazione Termini, luogo attorno al quale si coagulano gruppi di sbandati a caccia di prede da derubare o peggio. (Imolaoggi)

Fabio Di Chio per il tempo 26 apr 2014