venerdì 18 maggio 2018

Se occupi edifici, ti arriva la sanità gratis: Torino, Medici Senza Frontiere: cure per migranti che occupano palazzine



TORINO – Un’esperienza positiva di integrazione sociale e accesso alle cure per i rifugiati e migranti che vivono in condizioni di marginalità nelle palazzine occupate dell’ex deposito di Mercati Ortofrutticoli all’Ingrosso (Ex Moi) a Torino. Questo è il progetto pilota avviato da Medici Senza Frontiere in collaborazione con la Azienda sanitaria locale Asl Città di Torino.

Msf spiega in una nota che il progetto comprende uno sportello di orientamento socio-sanitario all’interno dell’Ex Moi, attivo da fine 2016, attraverso il quale i volontari dell’organizzazione spiegano alle persone come registrarsi al servizio sanitario nazionale (Ssn). Da marzo 2018 l’iniziativa vede la presenza di due mediatori culturali, scelti e formati tra gli stessi occupanti dell’Ex Moi per facilitare la relazione tra il personale dell’Asl e gli utenti stranieri.
Migranti in condizioni estrema vulnerabilità “Sono più di mille i rifugiati e migranti che oggi vivono nelle palazzine dell’Ex Moi. Per legge hanno tutti diritto all’assistenza sanitaria, ma in pochi riescono a esercitare il loro diritto alla cura perché la maggior parte non sa come accedervi soprattutto a causa di barriere linguistiche e culturali”, ha spiegato Valentina Reale, capo progetto di Msf a Torino. “Grazie ai nostri volontari e mediatori culturali, aiutiamo queste persone, che vivono in condizioni di estrema vulnerabilità, ad accedere al servizio sanitario nazionale, favorendo la loro inclusione e una migliore relazione con le realtà territoriali”. Msf spiega che l’iniziativa è uno dei “rari esempi” in Italia in cui una Asl è attiva per favorire l’accesso alle cure di migranti e rifugiati che vivono in un insediamento informale. Dalla fine del 2016, i volontari di Msf hanno assistito circa 260 persone residenti all’Ex Moi, tra cui 30 donne e 9 minori. Più del 70 per cento non era ancora registrato al SSN e solo il 17 per cento aveva un medico di base, prima del contatto con Msf.

Attività di formazione e prevenzione Nelle ultime settimane Msf è inoltre impegnata a supportare la Asl in attività di informazione e prevenzione di patologie infettive, per monitorare l’insorgenza di eventuali casi e garantire che vengano trattati in modo adeguato e tempestivo.

“Io stesso sono un rifugiato che da tanti anni vive all’Ex Moi” racconta Lamin S., mediatore culturale di Msf. “So cosa succede alle persone che vivono in queste palazzine quando devono chiedere dei documenti o hanno bisogno del medico: non è facile.

Quando bussiamo alle loro porte ci aprono e ci ascoltano perché sanno che siamo lì per aiutarli. Per me è molto bello fare qualcosa per loro, per noi stessi”. L’iniziativa di Torino è nata nell’ambito delle attività di monitoraggio condotte dall’organizzazione negli ultimi due anni sugli insediamenti informali di migranti, rifugiati e richiedenti asilo. L’Ex Moi è infatti uno dei circa 50 insediamenti informali descritti nel rapporto “Fuori Campo” realizzato da Msf.


(ANSAmed)

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