martedì 10 luglio 2018

Boeri e la "doppia super pensione": interrogazione al Senato

Il senatore di FdI Zaffini: "Il presidente dell'Inps è in aspettativa alla Bocconi, ma incassa lo stesso i contributi"

Lorenzo Federici

Ancora attacchi da destra al presidente dell'Inps. "Tito Boeri e la doppia super pensione".


Il senatore umbro di Fratelli d'Italia, Franco Zaffini, ha depositato un'interrogazione parlamentare “per verificare se l’Università Bocconi di Milano, nella quale insegnava il presidente dell’Inps Tito Boeri, ottenga contributi pubblici”.

Perché? Lo spiega il senatore umbro: “Boeri – sottolinea Zaffini - pur avendo congelato il rapporto con l’ateneo, essendo in aspettativa, continua a percepire contributi reali proprio come se insegnasse ancora”.

E poi le critiche “E’ la doppia morale del professor Boeri - attacca l’esponente di Fratelli d’Italia -. Non si possono abolire le pensioni d’oro? D’altronde cosa possiamo aspettarci da un manager che eroga pensioni minime da fame e afferma la necessità di aumentare i flussi di immigrazione per salvare le pensioni...”.
Il riferimento, nemmeno troppo velato, è alla posizione dell'Inps. L'istituto previdenziale, nella relazione annuale, ha ribadito che "le previsioni sulla spesa indicano che anche innalzando l'età del ritiro, ipotizzando aumenti del tasso di attività delle donne che oggi tendono ad avere tassi di partecipazione al mercato del lavoro più bassi, incrementi plausibili e non scontati della produttività, per mantenere il rapporto tra chi percepisce una pensione e chi lavora su livelli sostenibili è cruciale il numero di immigrati che lavoreranno nel nostro Paese".

Secondo il senatore umbro di Fratelli d'Italia “il ministro Di Maio deve prendere provvedimenti immediati dinanzi a questo genere di comportamenti nonostante le policy aziendali dell’ateneo che considerano talmente prestigioso l’incarico di Boeri da continuare a versargli i contributi perfino a fronte dello stop delle lezioni”.

L'obiettivo dell'interrogazione di Zaffini, spiega Fratelli d'Italia, “è sapere, dunque, se i contributi reali e non figurativi versati dalla Bocconi a Boeri siano da ricollegare in qualche modo alle rette pagate dagli studenti ma anche se è possibile, per un ente che gode di contributi pubblici, non applicare quanto previsto dalle leggi in vigore in tema di aspettativa dei professori ordinari”.

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