martedì 5 aprile 2016

Castel Volturno: Blitz contro la mafia nigeriana, 22 arresti. Affiliazioni bevendo sangue


Squartarono il cadavere di un corriere per recuperare la droga contenuta in un ovulo che, rompendosi, lo aveva ucciso, poi disseminarono i suoi resti per le campagne.

Imponevano veri e propri riti tribali con una cerimonia che prevedeva perfino di bere sangue di agnello e bruciare foto recitando la formula di affiliazione. Erano le tecniche adottate per l’adesione a un’organizzazione mafiosa impegnata nel traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, oltre rapine ed estorsioni. Questo l’esito dell’indagine condotta dalla Dda partenopea che ha portato oggi all’esecuzione di 22 provvedimenti cautelari (15 di custodie cautelari e 7 obblighi di firma) da parte dei carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere.

I provvedimenti sono stati eseguiti nelle province di Caserta, Roma, Brindisi, Catania e Firenze. Le indagini si devono svolte tra luglio 2014 e luglio 2015 dopo le dichiarazioni di un cittadino africano che, spiega una nota della procura partenopea a firma dell’aggiunto Giuseppe Borrelli, quale appartenente a un’organizzazione mafiosa nigeriana denominata ‘Gruppo degli EYE’ aveva deciso di svelare le attività criminali di propri connazionali di Caserta per aiutare una giovane donna vittima di estorsione.

 Nel corso dell’inchiesta ha poi deciso di collaborare anche un cittadino ghanese vittima di spedizioni punitive nel corso delle quali era stato anche ferito con armi da taglio. Sono stati i due soggetti, sottolinea Borrelli, a riportare notizie significative sull’organizzazione criminale operativa nel territorio di Castelvolturno, dedita anche allo sfruttamento della prostituzione.
Tra le dichiarazioni rese i due hanno dettagliatamente spiegato lo svolgimento del rituale di affiliazione che consisteva nel “pronunciare, alla presenza di altri associati, una formula rituale di giuramento davanti a un bicchiere contenente sangue d’agnello e due foto (una del dichiarante e una di un’aquila, simbolo del gruppo). Le due foto venivano bruciate nel rito di affiliazione mentre il sangue d’agnello veniva bevuto dal nuovo affiliato”. Nel corso delle indagini erano già stati eseguiti 12 arresti in flagranza di reato e sequestrate sostanze stupefacenti come eroina e cocaina. (ASKANEWS)