martedì 19 gennaio 2016

Come gli stanieri in Italia evadono il fisco violando le norme sulle immatricolazioni delle loro auto

 
 
 
Di Silvia Cirocchi,


Un fenomeno sottovalutato in tutta Italia, ma portato alla luce dal comune di Mirandola (MO) che ha dichiarato guerra all’illegalità delle auto straniere non registrate con un ordine del giorno presentato dalla Lega Nord, ma votato all’unanimità che impegna la Giunta
  • [..] ad attivare le dovute sinergie della Polizia Municipale di Mirandola con la Polizia Stradale, i Carabinieri e la Guardia di Finanza presidianti il territorio, nonché con la competente Agenzia delle Dogane, avvalendosi anche degli esposti già presentati da privati cittadini per puro senso civico, al fine di operare controlli regolari e incrociati sugli autoveicoli immatricolati in Paesi stranieri e sui conducenti e possessori/proprietari dei medesimi presenti in città, allo scopo di imporne l’obbligatoria immatricolazione in Italia e consentire il recupero di tributi o diritti di confine evasi;
  • a relazionare il Consiglio Comunale sull’entità e la ricorrenza di sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada e di altre norme imperative di Legge elevate nei confronti di veicoli con targa straniera a Mirandola, prima e dopo i richiamati controlli, specificando dettagliatamente il loro ammontare sul totale dei crediti inesigibili gravanti sul bilancio comunale;
  • ad inviare copia del presente Ordine del Giorno ai seguenti enti, autorità e associazioni: Commissario ai Trasporti dell’Unione Europea; Commissario alla Fiscalità e Unione Doganale, Audit e Lotta Antifrode dell’Unione Europea; Commissione Trasporti della Camera dei Deputati; Commissione Trasporti del Senato della Repubblica; Commissione Territorio, Ambiente e Mobilità dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna; Direzione Generale per la Motorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; Ufficio Provinciale della Motorizzazione Civile di Modena; Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze; Sezione Operativa Territoriale di Carpi dell’Ufficio delle Dogane di Modena; Unione Italiana Giornalisti dell’Automobile.
L’obbligo, sancito dal combinato disposto della Direttiva CEE 83/182, che recepisce la Convenzione di New York del 4 giugno 1954, dal vigente Codice della Strada e dal Testo Unico delle Disposizioni Legislative in Materia Doganale, prevede il pagamento dei diritti di confine non oltre sei mesi l’ingresso nel territorio della UE per le automobili che originano da Paesi extracomunitari e dirette in Italia e, in ogni caso, l’acquisizione di targhe e carta di circolazione nazionali entro dodici mesi per tutti i veicoli esteri regolarmente circolanti nella Penisola, anche immatricolati nell’Unione Europea, requisiti in assenza dei quali si può anche arrivare a pesanti sanzioni, al fermo amministrativo dei mezzi o al loro sequestro.

Il codice doganale prevede che al momento in cui uno straniero si registra all’anagrafe di un Comune italiano deve chiedere una nuova immatricolazione della sua auto. E lo deve fare solitamente entro un anno. Pagherá in quella occasione anche l’Iva per l’importazione. Invece non accade quasi mai. Si tratta per lo più di immigrati dall’Est, in particolare dai paesi dell’ex Unione Sovietica, e dal Nordafrica, utilizzando in questo caso targhe francesi. Pensate che nel comune di Mirandola In poche settimane sono almeno venti le auto sequestrate. La legge prevede infatti una sanzione che dipende dal valore dell’auto. Oltre il valore di 4.000 euro, scatta una denuncia penale. Si tratta di un fenomeno che comporta anche evasioni fiscali: queste auto “fantasma” non pagano infatti il bollo, e spesso sono assicurate con compagnie “sconosciute”. Fare un incidente con chi le guida spesso significa cacciarsi e cacciare la propria compagnia assicurativa in una disperata ricerca di una controparte che risarcisca il danno.

Siamo di fronte a reati di evasione delle tasse doganali, evasione fiscale sui bolli auto e violazione delle norme sulle immatricolazioni delle auto straniere.
Il consigliere leghista a Mirandola, Golinelli afferma: “Quante volte, nel parcheggio sotto casa e soprattutto nei piccoli centri urbani, abbiamo notato macchine rumene, bulgare o addirittura moldave e ucraine sostare, andare e venire per anni di seguito, senza che nessuno ne verificasse la revisione tecnica, il pagamento della tassa di circolazione, l’assicurazione RC Auto, il versamento dell’IVA? Voglio pensare che questo sia soltanto il punto di partenza e sono orgoglioso, da mirandolese, che la nostra, piccola ex capitale sia all’avanguardia in Italia in un’operazione volta a far rispettare una norma di legge sacrosanta.”

Forse in Italia tutti i comuni dovrebbero esempio dalla Giunta di Mirandola togliendo il coperchio a un fenomeno fino ad oggi sottovalutato.

Fonte: Gazzetta di Modena