giovedì 7 gennaio 2016

Bruciano fantoccio dell’Isis nella festa tradizionale: la sinistra e il sindaco PD protestano





Durante la tradizionale “pignarùl” a Udine, dei privati hanno incendiato il fantoccio di un miliziano. Esplode la polemica.


Nel Friuli vige una tradizione, nel giorno dell’Epifania, di dar fuoco ad una vecchia befana.

Ma ieri a Pradamano, al posto della befana è comparso un terrorista dell’Isis, armato con mitra, incappucciato e vestito di nero. Sul di esso tutti i simboli dello Stato Islamico.

L’iniziativa, in un “pignarùl” privato, ha generato enormi polemiche nel paese. Polmiche che hanno coinvolto anche la politica. In particolare il sindaco Pd Enrico Mossenta secondo cui si è trattato di “qualcosa che nulla ha a che fare con le nostre tradizioni, quelle epifaniche e friulane”. A lui si sono uniti il vicesindaco, il capogruppo di maggioranza e quelli di minoranza.

In realtà, il gruppo che organizza questi “pignarùl” in maniera goliardica è solito fare scelte simili. Qualche hanno fa diedero fuoco ad un fantoccio della Merkel e nel 2009 a Piero Marrazzo, coinvolto nello scandalo trans. Ogni anno si ispirano a fatti di cronaca e non stupisce che quest’anno abbiano scelto i tagliagole.

“Non ero a conoscenza di questa iniziativa – ha detto il sindaco al Messaggero Veneto – che certamente non trova né la mia condivisione personale, né tantomeno quella dell’amministrazione comunale”.

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