mercoledì 2 dicembre 2015

STUPRATA DA PROFUGO NON VUOLE DENUNCIARLO: “POVERINO, RISCHIA ESPULSIONE”



Tutte le notizie che pubblichiamo, facciamo fatica a scriverle: perché noi non portiamo buone notizie. Ma alcune fai più fatica di altre. E’ questo il caso, raccontato dai giornali svedesi.
Un profugo iracheno di 28 anni, insoddisfatto delle condizioni di asilo in Finlandia, ha scelto di tornare in Svezia. Durante il viaggio di ritorno, ha violentato una donna svedese. Così, tanto per passare il tempo.

Ma questo è, ormai, normale. Quello che non è normale è quanto è accaduto dopo.
La vittima non ha voluto avvertire la polizia, perché lo stupratore era un rifugiato, e avrebbe rischiato di essere espulso. La propaganda è arrivata non solo a fare il lavaggio del cervello, ma anche quello dell’anima. E non c’è posto più adatto della Svezia, per la sindrome di Stoccolma.
Ma ora lo stupratore è stato condannato al carcere e l’espulsione dal tribunale distrettuale, in cui si afferma anche che lui non è un rifugiato a tutti.

Lo stupro è avvenuto nella notte del 10 ottobre su un treno notturno tra Umeå e Sundsvall. La donna si è trovata in un compartimento con tre immigrati arabi. Voleva mostrare empatia perché erano richiedenti asilo e così gli ha offerto dei panini: welcome refugees.
Poi lo stupro e la fuga verso il capotreno.

Quando l’addetto al treno ha provato a chiamare la polizia, in un primo momento la vittima non voleva, perché non voleva mettere i suoi stupratori, che sono alla ricerca di asilo, in una situazione ‘difficile’. Le dispiaceva per lui […] e temeva che sarebbe stato espulso in Iraq.

Tutto questo si legge nei documenti del tribunale. Perché il controllore la polizia l’ha chiamata, e il profugo è stato arrestato quando il treno si fermò a Hudiksvall. È stato condannato dal Tribunale distrettuale di Sundsvall a un anno in prigione e all’espulsione.

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