venerdì 6 novembre 2015

«Togliti il crocifisso». E scoppia la lite in piazza a Empoli

Violenta discussione tra due ragazzi, uno empolese e l’altro di origine africana che non voleva vedere la corona al collo dell’altro. Intervento della polizia


EMPOLI. Una lite scoppiata tra due giovani per un simbolo religioso. Che grazie agli interventi del proprietario del bar davanti a cui si è svolta e poi della polizia non ha avuto conseguenze particolari. Un gesto che potremo definire di razzismo inverso a una lettura superficiale. Ma che, ad un’analisi più approfondita, ci dice che sempre più c’è bisogno di insegnare e di lavorare per l’integrazione. In modo tale che non ci siano scusanti per far uscire violenza in relazione alle differenze di cultura e religione.
Ecco i fatti: in piazza della Vittoria la tensione è salita vero le 23, l’altra sera, all’esterno del bar Vinegar. La lite è scaturita in pochi minuti: un cliente del locale notturno, un trentenne empolese in compagnia di quattro amici, ha iniziato a discutere con un coetaneo di origine africana di passaggio di fronte al bar. Alla base della discussione solo un crocifisso che il giovane empolese portava al collo. Il ragazzo immigrato, a quanto ricostruito, avrebbe tentato persino di staccarglielo.
Da qui è nata subito un’accesa discussione che alla fine ha coinvolto gli amici del giovane uomo empolese e poi anche altri avventori del locale. Il diverbio, in breve, stava scivolando in qualcosa di più violento: gli amici del trentenne empolese sono intervenuti per fermare l’amico che non accettava la provocazione del coetaneo. Ed era pronto ad allontanare l’altro con qualche spintone.
Tra l’altro, secondo una prima ricostruzione, quest’ultimo ha continuato più volte con la sua richiesta e non ne voleva sapere proprio di andarsene. Forse anche perché aveva bevuto(in mano teneva una bottiglia di birra). Il ragazzo immigrato non si è arreso neppure quando gli altri avventori si sono schierati contro di lui dicendogli in toni decisi che se ne doveva andare.
Il clima si stava facendo davvero pesante. Alla fine è intervenuto Giovanni Nencioni, il proprietario del Vinegar per tentare di riportare la calma. «Ho chiamato la polizia - racconta - una volante del commissariato è subito intervenuta. E ha fatto in modo di calmare il ragazzo portandolo un po’ più lontano dal locale».
Aggiunge il proprietario: «In casi come questo è fondamentale avere l’apporto della polizia perché con la loro presenza si è alleggerita la tensione e abbiamo potuto evitare conseguenze più spiacevoli».
E l’altro proprietario,
il fratello di Giovanni, Sergio, conclude: «Questi episodi sono sporadici nella nostra piazza perché grazie alla presenza dei locali aperti anche la sera è possibile fare controllo sociale. Cosa che non avviene in altri parti del centro che, soprattutto la sera, sono deserte».