domenica 4 ottobre 2015

Immigrato stupra ragazzina: in carcere si converte e non può più essere espulso



La sintesi è questa:


-Nel 2013 Mohamed ha brutalmente violentata una ragazza svedese

-È stato poi condannato all’espulsione dal tribunale distrettuale di Falu
-Si è ‘convertito’ al cristianesimo mentre in custodia: ora riceverà la residenza permanente in Svezia, perché la sua nuova fede “non può essere praticata in Afghanistan”.
Non è fantastico? Non è degno di un racconto di Kafka?
Il 21enne Mohamed, dell’Afghanistan, è stato condannato all’espulsione per un brutale stupro di una 14enne svedese. Ma in custodia, sostiene di essersi convertito al cristianesimo e, pertanto, gli è stata rapidamente concessa la residenza permanente, perché i cristiani rischiano la persecuzione nel suo paese d’origine.

Il cittadino afgano è arrivato in Svezia cinque anni fa come un cosiddetto “rifugiato minore non accompagnato” (MISNA) e ha cercato asilo. La sua domanda di asilo è stata negata dalle autorità che hanno deciso che fosse espulso.

Invece di far rispettare il decreto di espulsione, a Mohamed fu permesso di rimanere in Svezia come immigrato clandestino fino a quando ha stuprata la ragazzina di 14 anni in un parcheggio a Falun, nel 2013.

Secondo una testimonianza in tribunale la ragazza era praticamente incosciente. Mohamed ha negato il crimine, ma la corte comunque lo ha condannato a due anni e sei mesi di carcere per lo stupro aggravato di una minore.
Al momento Mohamed viveva con una famiglia svedese di Falun. L’uomo della famiglia lo ha descritto come “un tipo calmo e gentile, che è utile e incredibilmente umile”.
Poi la ‘conversione’. E la residenza.


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