martedì 15 settembre 2015

La schiava veneziana del 25enne marocchino: legata a una sedia e obbligata a urlare «Allah è grande»


di Cristina Antonutti

CAORLE - Tre mesi di terrore. Di botte e costrizioni. Un marocchino di 25 anni, Mohammed Et Tajani, di Pramaggiore, ha reso la vita impossibile a una giovane donna della provincia di Venezia, costretta a obbedire, subire maltrattamenti e a gridare, legata a una sedia, «Allah è grande», mentre lui la colpiva sulla schiena. Et Tajani, ieri, è stato condannato in Tribunale a Pordenone a 3 anni e 2 mesi di reclusione per maltrattamenti, lesioni, stalking, sequestro di persona, danneggiamento e furto. Il giudice Eugenio Pergola gli ha applicato anche una sfilza di interdizioni, assolvendolo solo dall’accusa di violenza privata. La costringeva anche restare chiusa in casa, a ospitarlo nella sua abitazione e per impedirle di uscire le sottraeva cellulare e chiavi dell’auto.

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