venerdì 20 marzo 2015

Le prime navi militari sono partite per la Libia: “Siamo pronti a intervenire”


I venti di guerra nel Mediterraneo non sono più un segreto per nessuno. Almeno per quanto riguarda la sponda libica. Adesso, però, le sensazioni e gli allarmi lasciano il passo a qualcosa di concreto. Nei giorni scorsi si sono diffuse  apiù riprese notizie sulla messa in allarme dei  nostri parà e di altri reparti scelti del nostro esercito, è La Stampa  di Torino a confermare che dal Porto di Taranto e da quello della Spezia, navi militari della nostra Marina sono uscite per fare rotta verso la Libia.



 Le navi militari italiane in rotta per la Libia

Da Taranto in molti affermano di aver visto aprirsi il ponte girevole per far uscire alcune unità della nostra Marina militare. E dalla Spezia le informazioni sono anche più dettagliate. «Navi militari italiane sono partite da Spezia e Taranto facendo rotta verso la Libia, formalmente impegnate in una esercitazione ma pronte a intervenire in caso di necessità». Le navi «si fermeranno al confine con le acque territoriali di Tripoli». Fin qui i fatti concreti, quello che non si conosce sono i dettagli su quanto è stato caricato sopra. Dal tipo di nave si intuisce però quelli che potranno essere i compiti da svolgere. Dalla Spezia è salpata la nave San Giorgio, giunta da Brindisi. E a bordo ci sarebbero gli incursori del Battaglione San Marco.

I posti che fanno gola ai guerriglieri

Spuntano le preoccupazioni per gli effetti di un precipitare degli eventi sugli interessi strategici e commerciali dell’Italia in Libia, a cominciare dal Greenstream, il gasdotto sottomarino dell’Eni, che si snoda tra la stazione di compressione di Mellitah e il terminale di ricevimento del gas a Gela, in Sicilia: una struttura di 520 km, molti dei quali percorsi sotto il Mediterraneo, protetta dai 20mila uomini della guardia fedele al governo legittimo di Tobruk. Sono quindi arrivate richieste di aiuto al nostro Paese? Forse. «Quasi due anni fa – ricorda il giornale – il terminal di Mellitah era stato occupato da un gruppo di berberi. Ora fa gola ai guerriglieri pronti a sabotare il nemico occidentale». La San Giorgio è salpata all’ora di pranzo di venerdì dopo che per tutta la mattinata si sono susseguite le operazioni di carico di materiale e rifornimenti per i militari. Il gruppo operativo incursori dovrebbe rimanere in acque italiane dopo una sosta in Sicilia, nella base di Augusta. «In queste settimane – si legge – la Marina Militare sta intensificando le manovre in Mediterraneo e dal 2 marzo ritornerà ad effettuare l’esercitazione “Mare Aperto” nelle acque del Tirreno e dello Ionio, con il dispiegamento di buona parte delle unità disponibili. Sarà una occasione per “mostrare i muscoli” di fronte a una crisi molto delicata».


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