domenica 2 novembre 2014

Servizi per bambini disabili con i gettoni comunali, a Bagheria i grillini dicono no


Il consigliere comunale propone a colleghi e assessori di rinunciare al gettone e all'indennità finché non si trovano i soldi per i bambini disabili, ma l'Aula targata Cinquestelle lo boccia.  A Bagheria, primo comune palermitano in mano ai grillini, quella di giovedì pomeriggio è stata una seduta infuocata. A prendere in contropiede il sindaco e la giunta grillina è stato il consigliere di Forza Italia Carmelo Gargano, con una mozione a sorpresa: "Rinunciamo ai soldi e destiniamoli a un fondo sociale fino a quando non risolveremo il problema di 80 bambini disabili rimasti senza assistente igienico-sanitario".  "Demagogico", si è premurato a ribattere il capogruppo grillino Marco Maggiore.

La mozione non è stata ammessa alla discussione: i Cinquestelle (erano 14 i presenti) hanno votato in blocco contro, mentre dai banchi della minoranza sono arrivati sei voti a favore su 8 presenti. Ed è subito scattata la polemica. Perché quello del taglio dei costi della politica è un cavallo di battaglia del movimento di Beppe Grillo. E proprio il sindaco pentastellato Patrizio Cinque , appena eletto, ha rinunciato a sei mesi di stipendio. Seguito da tutto il Consiglio comunale, due consiglieri esclusi, e dalla giunta che hanno rinunciano a un terzo degli emolumenti per creare un piccolo fondo sociale.

"Finalmente i grillini vengono allo scoperto e dimostrano che quando sono al potere anche loro sono attaccati ai benefit economici", punta il dito Gargano, che si difende dalle accuse di fare demagogia: "Ho sottoscritto la mia rinuncia spontanea al 100 per cento del gettone ancora prima di presentare la mozione all'ordine del giorno. Nessuna demagogia, ma fatti concreti". I Cinquestelle non ci stanno: "Non accettiamo lezioni da membri di partiti che hanno amministrato in maniera dissennata causando il dissesto del Comune", accusa Marco Maggiore. "Il problema dell'assistenza scolastica ai bimbi disabili va discusso seriamente. Non si possono trovare soluzioni tampone. Abbiamo già previsto un apposito consiglio straordinario per giovedì mattina".

Poi lancia la sua contro-provocazione: "Perché i consiglieri che hanno uno stipendio che ogni mese viene rimborsato dal Consiglio comunale non ci rinunciano?". Gli risponde a distanza Gargano: "Il consiglio straordinario è stato disposto solo su pressione della minoranza e successivamente all'ultima seduta d'aula. Da tempo chiedevamo una seduta aperta a docenti e genitori per affrontare il problema ma il presidente del Consiglio comunale, sentiti gli assessori, ha ritenuto finora che non sussistessero i motivi d'urgenza".

Ma
mentre in Consiglio si litiga, 80 famiglie sono ancora nei guai. Il Comune non ha i soldi per garantire il servizio (almeno quattro ore per pagare gli operatori che accompagnano in bagno i bambini disabili e li aiutano nella pulizia personale). Servirebbero 337 mila euro all'anno ma in bilancio le risorse non ci sono. Raschiando il fondo del barile, sono stati recuperati circa 30 mila euro che bastano appena per garantire due ore al giorno fino a dicembre.

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