venerdì 24 ottobre 2014

Rita Dalla Chiesa: "Mio padre ucciso su commissione politica che arrivava da Roma"



"A Roma hanno deciso la morte di mio padre". Dopo più di 30 anni dalla scomparsa del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, sua figlia Rita si confessa a ilGiornaleOff. L'ex conduttrice di Forum parla dei suoi dubbi e delle sue perplessità sui retroscena che riguardano l'assassinio di via Carini a Palermo: "È tutto molto strano. Hanno fatto film su come si sia arrivati al 3 settembre. Io ne farei uno dal 3 settembre in poi, sui tanti misteri che sono rimasti tali: la borsa di mio padre, i documenti spariti, chi è entrato nella prefettura quella sera invece di buttare un lenzuolo su mio padre? Mio padre è morto in una strada molto affollata, eppure un lenzuolo per coprire mio padre ed Emanuela (Setti Carraro, la seconda moglie del Generale Dalla Chiesa) nessuno l’ha buttato dalla finestra. E chi è entrato a Villa Pajno quella sera? Cos’ha preso? Dov’era la chiave della cassaforte? Nella cassaforte abbiamo trovato una scatola vuota, c’erano i gioielli di Emanuela, ma non i documenti di mio padre. La scrivania di mio padre era sempre piena di carte, scartoffie. Quella sera non c’era un foglio, era perfettamente pulita. Quando mio zio, fratello di mio padre, disse al procuratore “dovete farci capire cosa sia successo” lui gli rispose “non mi gioco di certo le ferie per questo omicidio”.

"Tutta colpa di Roma" - Infine l'affondo: "Tutti mi dicono continui ad andare a Palermo, ad amarla”. Certo, io non dovrei vivere a Roma, dove è stato deciso il tutto! Non a Palermo, dove sono solo state armate le mani. Sono sempre più convinta che la mafia abbia ucciso mio padre su commissione…Politica...".

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