mercoledì 15 ottobre 2014

Prato: 80mila buste paga false per favorire clandestini cinesi, 20 indagati

Prato – Ottantamila buste paga false fabbricate per favorire l’immigrazione di clandestini cinesi. 055Firenze.it


E’ il bilancio dell’indagine legata all’operazione “Fantasma” della Guardia di Finanza di Prato, che ha consentito di indagare 20 persone – tra cui tre liberi professionisti pratesi – per favoreggiamento dell’immigrazione: i falsi servivano a fornire documentazioni utili ad ottenere e rinnovare permessi di soggiorno a cittadini orientali che vivono in diverse regioni italiane; mille le aziende cinesi coinvolte solo a Prato.

Si tratta, secondo gli investigatori, di una delle più consistenti indagini sull’intreccio di interessi tra comunità cinese ed italiana nella città toscana. Il nucleo di polizia tributaria di Prato ha impiegato nell’operazione oltre 200 finanzieri: le indagini hanno interessato, oltre alla Toscana, anche la Campania, il Veneto, il Piemonte e l’Umbria.

I tre contabili pratesi (un commercialista di 72 anni e due consulenti del lavoro di 38 e 42 anni, residenti a Prato) raggiunti da avviso di garanzia avrebbero fornito false documentazioni, mentre i 17 cinesi finiti nel mirino degli investigatori sono tutti titolari di aziende tessili. Le indagini, durate due anni, hanno fatto luce su un consolidato sistema finalizzato al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina all’interno del distretto economico pratese e ad una pressoché completa evasione della normativa contributiva e fiscale: sino ad ora il danno accertato per l’erario ammonterebbe a circa 10 milioni di euro, ma la cifra è giudicata solo una stima parziale.

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