venerdì 10 ottobre 2014

Isis, le 'ragazzine immagine' Samra e Sabina sono pentite. "Vogliamo tornare a casa"





NEW YORK, 10 OTT - Arriva il dietrofront delle due 'ragazze immagine' della jihad. Stanche della vita con gli estremisti islamici, vogliono tornare a casa. Le due adolescenti austriache, Samra Kesinovic di 17 anni e Sabina Selimovic, di 15, figlie di profughi bosniaci, hanno abbandonato i loro affetti e la loro vita per sposare la causa degli integralisti islamici, ma ora rimpiangono la loro decisione e vorrebbero far ritorno a casa.

Le due ragazze erano scappate di casa ad aprile lasciando semplicemente un biglietto: «Non cercateci, seguiremo Allah e moriremo per lui». Una decisione per Samra e Sabina che potrebbe significare una via di non ritorno, come scrive il New York Post raccontando la loro storia. Si teme infatti che le ragazze ora siano sposate, incinte e confinate a Raqqa, la città al nord della Siria, la autoproclamata 'capitale' nonchè roccaforte dell'Isis.

Evidentemente passato l'entusiasmo iniziale, la vita sotto un il velo islamico è diventata stretta a due ragazze cresciute nella cultura occidentale, che ora ne hanno abbastanza di essere controllate a vista e di non poter fare ciò che vogliono.  Il governo austriaco crede anche che le immagini e le informazioni diffuse sui social network che facevano credere che alle due piaceva vivere una vita all'insegna del terrore siano state un'orchestrazione da parte dell'Isis.

Le foto su Facebook mostravano le ragazze coperte con in mano dei kalashnikov e circondate da uomini armati. Poi si è scoperto che quelle stesse foto circolavano in rete da anni. I loro genitori, inoltre, credono che le figlie siano state ingannate quando hanno deciso di lasciare il paese. Hanno anche aggiunto che avevano iniziato a frequentare delle moschee prima di scappare. Sembra anche che le due giovani abbiano fatto sapere alle rispettive famiglie di voler tornare a casa, ma pensano anche che sarà impossibile per loro fuggire, perchè troppe persone le associano con l'Isis. Lo stesso ministero degli Interni austriaco, inoltre, ha specificato che quando si lascia l'Austria in questi termini è quasi impossibile tornare.

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