mercoledì 8 ottobre 2014

Gang gay a caccia di cattolici per le strade di Bologna: terrore e feriti

SCENE DI PIOMBO DALL’EMILIA, DOVE E’ ANDATA IN SCENA LA VIOLENZA ARCOBALENO





BOLOGNA – Ancora una volta i fancazzisti dei centri sociali appoggiati dai partiti dell’estremismo eversivo rappresentati dalla consigliera comunale di Sel Kathy La Torre, dirigenti dell’Arcigay, Rifondazione, Gioventù comunista e Tsipras hanno scatenato una vera e propria caccia al cattolico a Bologna.

Sono state scene degne di un paese islamico, quelle a cui si è assistite in pieno centro.

Obiettivo degli estremisti violenti e armati di bastoni, le ‘sentinelle in piedi‘ che vegliavano a difesa della famiglia e contro l’omosessismo imperante nei media e nelle sedicenti istituzioni.

Il corteo violento, in pieno stile terrorista ha impedito, prima, che i manifestanti esprimessero il loro diritto costituzionale in piazza Galvani, stringendoli in un angolo, protetti da un cordone di poliziotti. Poi quando i responsabili dell’ordine pubblico, invece di sgomberare i violenti, hanno deciso di far allontanare le “sentinelle”, è successo di tutto.


La gang di estremisti ha prima sfondato la barriera di agenti e ha poi aggredito i manifestanti inermi, che non erano certo pronti a scontri di piazza, e che sono stati spinti contro la vetrina di un negozio sotto il Pavaglione. Gli agenti hanno usato i manganelli, per proteggere gli aggrediti.

E’ poi cominciata la caccia all’uomo, con famiglie e donne che bambini inseguite dai fanatici dei centri sociali. Una coppia di ragazzi ha trovato riparo su un taxi, che è stato devastato a calci dai violenti.

Ma non sarà fatto nulla a questi terroristi figli di papi. Perché i loro papi sono tutti magistrati.

Sono talmente violenti, da non accettare neanche le altrui manifestazioni del pensiero. Si travestono da difensori di presunti diritti, ma sono in realtà oppressori del diritto altrui a non condividere le loro bizzarre e patologiche idee e attitudini.

Qualcuno, poi, vorrebbe dare ad intendere che c’è un problema ‘omofobia’.  Quando il problema è, semmai, la violenza delle associazioni gay spalleggiate dagli omaccioni dei centri sociali.


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