sabato 27 settembre 2014

SUPER POLTRONA PER FASSINO? FARE IL SINDACO NON GLI BASTA! ECCO COSA STA TRAMANDO UNO DEI PEGGIO PARASSITI DELLA POLITICA ITALIANA (CATEGORIA: MAI LAVORATO 1 SOLO GIORNO IN VITA SUA)



Fassino chiede asilo politico all’Onu

Sarebbe l’incarico di rappresentante italiano alle Nazioni Unite l’ultimo ambizioso obiettivo del sindaco di Torino. Sfumato il ministero degli Esteri e allontanato il Quirinale punterebbe al Palazzo di Vetro. Feluche (e Renzi) permettendo

Da Palazzo civico al Palazzo di Vetro, dalla riva del Po alla sponda dell’East River. Guarda oltreoceano Piero Fassino che, sorretto dalla sconfinata ambizione e da un ego ipertrofico, punterebbe all’incarico di rappresentante permanente italiano all’Onu. L’indiscrezione circola da qualche giorno e viene confermata da autorevoli fonti parlamentari del Pd secondo le quali l’aspirante diplomatico ne avrebbe parlato direttamente con Matteo Renzi. E così, tramontata l’ipotesi di sostituire la novella Lady Pesc al ministero degli Esteri e con un Colle che si allontana a vista d’occhio (terreno accidentato e poi il premier ha già fatto capire che gradirebbe una presidenza in gonnella), a Fassino non resterebbe che chiedere asilo all’Onu. “Qualsiasi cosa pur di non rimanere a Torino”, sentenzia un notabile del Pd piemontese, sottolineando l’eccessiva “passione” internazionale del primo cittadino che da quando si è insediato in municipio ha ricevuto lui più delegazioni diplomatiche di Ban Ki-moon nei cinque anni del primo mandato. E non è un caso che abbia assoldato un ambasciatore, Franco Giordano, che lo affianca nella sua intensa attività di relazioni con mezzo mondo.

Sul piano strettamente normativo non vi sarebbero vincoli giuridici a impedire la nomina di un politico a una sede diplomatica, anche se – fanno notare dalla Farnesina – la designazione di un rappresentante non proveniente dalla carriera diplomatica sarebbe uno strappo a una consuetudine ben radicata. Finora sono state tutte feluche, come l’attuale titolare Sebastiano Cardi cresciuto alla scuola di Francesco Paolo Fulci. Semmai è successo il contrario, ovvero che un diplomatico sia passato a ruoli di governo, com’è avvenuto per Giulio Terzi (anche lui ha retto la rappresentanza all’Onu) diventato ministro degli Affari esteri nel governo Monti. Renzi sfiderà anche questo tabù? Per Fassino? Chissà. Negli altri Paesi è abbastanza naturale che un premier “premi” suoi sostenitori. Di certo per l’attuale sindaco di Torino si tratterebbe del coronamento di una vita politica che l’ha portato, tra le altre cose, a vestire i panni di ministro del Commercio con l’estero e di Inviato speciale dell’Unione Europea per la Birmania.

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